San Gerardo dei Tintori

Pubblicato il 6 giugno 2026 alle ore 07:00

Il 6 giugno Monza celebra la festa di San Gerardo dei Tintori, compatrono della città e figura simbolo di solidarietà e vicinanza ai più deboli. Questa ricorrenza annuale rappresenta l'occasione perfetta per riscoprire la sua storia esemplare.

" Aveva tanta compassione, carità ed umiltà che si recava ovunque in Monza sapesse si trovassero dei poveri infermi e da solo sulle sue braccia e talora con l'aiuto di un compagno li trasportava al suo ospedale e li poneva su letti lindi. Detergeva di sua mano i lebbrosi, accoglieva tutti i malati che ospitava col bacio della pace, personalmente forniva loro in qualsiasi momento quelle cose che eran dovute, e prestava loro il servizio richiesto da ogni necessità con grande pazienza; non negava mai l'elemosina ai bisognosi che la chiedevano. E nel tempo in cui la carestia affliggeva gravemente la Lombardia, l'uomo di Dio dispensò tutto il suo ai poveri pazienti dell'ospedale..."
Chronicon Modoetiense - Bonincontro Morigia


Nato nel corso del XII secolo, presumibilmente nel 1134, da una famiglia artigiana, Gerardo dei Tintori legò il suo nome alla cura degli ultimi. Come riporta Bonincontro Morigia nel suo Chronicon Modoetiense, Gerardo decise di donare tutti i propri beni per fondare un ospedale sulle sponde del fiume Lambro, a Monza. La prima attestazione ufficiale di questa istituzione risale al febbraio 1174: la struttura manteneva una sostanziale autonomia gestionale pur dipendendo formalmente dall'autorità ecclesiastica, mentre il Comune ne garantiva la tutela giuridica. Gerardo guidò l'ospedale come ministro fino al 6 giugno 1207, giorno della sua morte, per poi essere sepolto senza cerimonie sfarzose nella piccola chiesa di Sant'Ambrogio, l'edificio che precedette l'attuale San Gerardo al Corpo.

Il suo culto esplose proprio in quel 1207, quando la popolazione di Olgiate Comasco venne colpita da una grave pestilenza. Si racconta che, seguendo il consiglio di un eremita, gli olgiatesi si incamminarono in pellegrinaggio verso Monza per chiedere l'intercessione del Santo. Ottenuta miracolosamente la guarigione, la comunità fece voto di ripetere il viaggio ogni anno. Con il tempo la devozione divenne così forte che nel 1582 l'arcivescovo Carlo Borromeo avviò il processo informativo per la canonizzazione, anche se il riconoscimento ufficiale arrivò solo nel 1901. Nel frattempo, nel 1740, l'antico sarcofago in serizzo fu sostituito da un'urna in cristallo e argento, dove lo scheletro del Santo è custodito ancora oggi. Questa teca si trova nella cappella in fondo al transetto destro, uno spazio che un tempo costituiva l'abside della vecchia chiesa e che i progettisti del nuovo edificio – sorto a partire dal 1836 – decisero di preservare proprio perché fulcro del culto del compatrono.

Sempre grazie al Chronicon Modoetiense di Bonincontro Morigia, conosciamo la maggior parte degli episodi della vita e dei miracoli di Gerardo. Molte di queste storie sono riprodotte in diverse opere d'arte tra le chiese e le strade della città.

  • La missione verso gli infermi: il Santo viene tradizionalmente rappresentato nell'atto di esercitare la sua missione, al capezzale dei malati, mentre li imbocca amorevolmente con una scodella e un cucchiaio.
  • Il mantello sul Lambro: è forse il suo miracolo più famoso. Si racconta che Gerardo abbia attraversato il fiume Lambro in piena stendendo il proprio mantello sull'acqua per farsi sorreggere. In questo modo, dopo che la corrente ebbe distrutto il ponte, impedì all'acqua di invadere e distruggere l'ospedale.
  • Il miracolo delle ciliegie d'inverno: desideroso di trascorrere l'intera notte in preghiera nel Duomo di Monza, Gerardo promise ai custodi del tempio — che dovevano chiudere le porte al tramonto — dei cesti di ciliegie in pieno inverno. Questo prodigio ha reso il ramo di ciliegie uno dei suoi principali attributi iconografici.
  • Il granaio moltiplicato: si narra che durante una grave carestia, sorretto da una fede incrollabile, il Santo sia riuscito a riempire miracolosamente di grano e di vino le dispense ormai vuote dell'ospedale.
  • La protezione della chiesa di Porta San Gerardo: durante un conflitto nel Trecento, alcuni soldati salirono sul tetto della chiesa per demolirlo e ricavarne legna da ardere. Di fronte alle proteste dei cittadini, uno di loro si fece beffe del Santo bestemmiando: immediatamente tutti i soldati caddero al suolo e il bestemmiatore morì all'istante (subito mortuus), salvando l'edificio.
  • La salvezza di Nazaro da Sesto: caduto accidentalmente da un carro e rimasto con la gola schiacciata sotto il peso di una ruota, l'uomo era ormai creduto morto, ma venne miracolosamente salvato e restituito alla vita dall'intercessione di Gerardo.
  • Il dono della maternità: Caterina de Lampugnano, rimasta sterile per nove anni, nell'ultimo anno si affidò a un voto al Santo e riuscì finalmente a dare alla luce un figlio.

Ancora oggi, a distanza di secoli, la devozione nei confronti di San Gerardo continua a essere profondamente viva, praticata e sentita dall'intera comunità monzese.

Monza da leggere: libri e consigli di carta.

A Monza il nome di San Gerardo è familiare a tutti grazie al grande ospedale cittadino. Non si tratta però di una semplice dedica: è la continuazione diretta dell'ospedale fondato da Gerardo nel 1174. Ricordare il compatrono significa celebrare oltre 850 anni di assistenza e solidarietà nati nella nostra città. Ecco il mio consiglio di lettura!

Gerardo dei Tintori - cittadino e patrono di Monza
A cura di Giuseppe Fassina - AA. VV.
Società di Studi Monzesi - 1992 - 178 pag


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