Rosa Genoni e la moda italiana

Pubblicato il 6 agosto 2026 alle ore 07:30

Il 2026 segna il 120° anniversario dell'Esposizione Internazionale di Milano del 1906. Il Padiglione delle Arti Decorative mise in mostra le eccellenze artigianali e manifatturiere italiane e, tra di esse, figurò la creatrice di moda Rosa Genoni. Fu in quella occasione che vennero esposti abiti ispirati all'arte classica e rinascimentale, dimostrando il potenziale della sartoria italiana.

Due anni dopo, nel maggio 1908, la stilista propose al Congresso delle Donne Italiane a Roma la fondazione di una moda nazionale. La sua critica era rivolta all'abitudine di produrre stoffe e pizzi eccellenti, per poi lasciare che fossero Francia e Inghilterra a confezionare gli abiti. Creare una moda propria significava unire quelle produzioni e dare un'identità autonoma al lavoro italiano.

Se è sciocca occupazione in una donna il pensare unicamente al proprio abbigliamento, trascurando la cultura della mente e le opere buone che devono emanare da lei, è però doveroso per essa il saper rendere gradito, artistico e bello quest'involucro della sua persona che, a priori, ne rivela i tratti fondamentali dello spirito, le sue tendenze e le sue aspirazioni.

Esempi di abiti disegnati da Rosa Genoni e ispirati all'arte italiana di Botticcelli,  PIsanello e Mantegna. Esposizione di Milano 1906. Illustrazione Popolare

Natura ed Arte - Giugno 1908 - Casa Editrice Dott. Francesco Vallardi - Corso Magenta, 48 - Milano

Le parole di Rosa Genoni:

"Non possediamo noi tutti gli elementi necessari per creare un nuovissimo stile, che si ispiri alle nostre glorie artistiche passate e vi aggiunga l'osservazione e l'imitazione diretta della natura?
Negli splendidi giorni del Rinascimento, non solamente l'arte dell'orafo, dell'incisore e del fabbro, e i lavori di ricamo, di merletto, di vetro raggiunsero bellezze rare, ma ancora l'arte dell'abbigliamento si delineò in linee pure, e si affermò così regalmente da venire adottata anche in Francia alla Corte di Francesco I.
Con una moda italiana le nostre industrie saranno più rimuneratrici, le scuole professionali di sartoria avranno una pratica applicazione, ed il nostro orgoglio nazionale e le nostre tendenze artistiche potranno ottenere quella soddisfazione e quel trionfo che meritano. Innumerevoli sono le fonti a cui può attingere la sarta artista per creare modelli nostri, senza curarsi del figurino di Parigi.
Non soltanto dai capolavori del pennello e dello scalpello può trarre i motivi e le linee di un vestito femminile adatto alle esigenze moderne, ma dai costumi popolari antichi e moderni può attingere ispirazioni copiose.

Ogni regione d'Italia può offrire il suo tributo.
I costumi sardi ed abruzzesi possiedono gli elementi degli abiti sportivi.
Il costume calabrese delle fanciulle di Caraffa può essere trasformato in un vestito da visita elegantissimo, dalla sottana ampia e rotonda in velluto bleu e dal giacchettino in ermellino, framezzato da grandi smerli in velluto bianco ricamati a grosse fettucce.
Le donne dell'isola d'Ischia portano un corpetto a basca di stoffa a larghe righe che può dare un bellissimo modello tailleur.
Le Valtellinesi portano sottane nere dalle fitte pieghettature e boleri dalle ampie maniche che potrebbero con lievi ritocchi venir indossati da una dama.
E le Valdostane della vallata di Gressoney offrono un motivo simpatico di abito di gala con la loro gonna rosso-fiamma e la corazza di velluto nero, da cui esce la candida camicetta in mussola bianca o in trina. Chi non ricorda il bell'esempio dato dalla regina Margherita, negli anni che la videro quale fata dei monti, indossante il caratteristico costume della vallata?
Abbondantissime poi si offrono le ispirazioni artistiche che procedono direttamente dalla natura, ispirazioni che fiorirono già in tutti i campi dell'arte decorativa moderna, dai mobili alle ceramiche, dai vetri agli arazzi ed alle stoffe, e che ora possono suggerire le linee fondamentali di un abito oppure semplicemente i suoi particolari decorativi, come pizzi, ricami, applicazioni.

Un altro dato importantissimo dovrà essere ricordato ed è l'adattamento pratico di un abito all'individualità fisica e psichica di chi lo deve portare. Insulsa è la legge di una moda che impone a tutti la medesima foggia, poiché una veste che si adatta magnificamente ad una signora può diventare ridicola indossata da un'altra. Linee e colori, stoffe ed ornamenti dovranno armonizzare con la tinta dei capelli, della carnagione, e adattarsi alla figura rigida o flessuosa, esile o matronale, correggendone le asprezze o secondandone l'intima bellezza. Per questo nella giovane sarta dovrà essere coltivato un vero senso d'arte e di buon gusto estetico, accoppiato ad una cultura artistica generale."


Natura ed Arte - Rassegna Quindicinale Illustrata Italiana e Straniera di Scienze, Lettere ed Arti.
Così scriveva la Direzione della rivista nel 1891:
"Per il titolo immaginato alla nuova rivista, abbiamo già ricevuto molti complimenti lusinghieri; ed è sembrato che per una rivista italiana, esso fosse ben trovato, e che nessun paese avesse maggiori diritti dell'Italia di illustrare la natura e l'arte. [...] Lo splendore e la varietà de' nostri paesaggi, tanto ammirati dagli stranieri e in mezzo ai quali noi passiamo, pur troppo, indifferenti, e de' nostri monumenti artistici d'ogni maniera, che si moltiplicano senza fine, e che sono frutti naturali della nostra terra benedetta, ci obbligano ad occuparcene, come della nostra maggior ricchezza nazionale, come della nostra vera e perenne originalità che si rifeconda, senza fine.
Ora i nostri tesori naturali ed artistici sono la vera fonte viva della nostra ispirazione, come della nostra fortuna e prosperità. Intorno ad essi si dovrebbe muovere tutta la vita italiana, la vita del pensiero, come il lavoro dei nostri campi e delle nostre officine.
Abbiamo dato una forma media, tra la inevitabile gravità del libro, e la non meno inevitabile leggerezza dei fogli volanti. [...] Vorremmo, mercè il Natura ed Arte, istruir la famiglia italiana senza tediarla, ed offrirle una lettura varia e piacevole che, di quindicina in quindicina, desse materia a rinnovare nel seno delle nostre famiglie, discorsi geniali e non troppo vani [...]"


Curioso di altre storie milanesi?

La moderna visione di Rosa Genoni, espressa tra gli abiti del 1906 – ispirati a Botticelli, Pisanello e Mantegna – e il discorso del 1908, è solo una delle tante vicende racchiuse nel passato della nostra città. Se ti incuriosiscono le cronache del passato e i personaggi che hanno segnato Milano, non perderti le prossime scoperte.

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